Le nuove frontiere del turismo: Agroalimentare, Eco-Bio compatibilità e Sostenibilità

Il turismo legato al settore agroalimentare è sempre stato centrale nello sviluppo economico del terzo settore nazionale. In alcuni casi, la conformazione geomorfologica e naturalistica del territorio ha permesso la nascita di realtà agricole e eno-gastronomiche uniche, capaci di caratterizzare il settore primario e quindi anche quello turistico di un’intera area geografica.

È quello che è accaduto e che accade quotidianamente in Friuli Venezia Giulia, una regione variegata e diversificata per quanto riguarda i paesaggi naturali – si può infatti godere del mare, dei colli, del paesaggio caratteristico del Carso e delle Alpi Giulie a distanza di poche centinaia di chilometri – e nel settore del turismo e dell’economia terziaria. Ci si trova davanti, infatti, uno spettro di realtà votate al turismo e all’ospitalità che riesce a soddisfare i visitatori e gli abitanti della regione con prodotti tipici, esperienze uniche e realtà innovative in ogni campo.

Il settore dell’agrifood (agroalimentare in Italiano) abbraccia il ciclo di un prodotto da agricolo ad alimentare. Il trend del settore è in forte crescita e rappresenta una cartina di tornasole per constatare il benessere e la forte spinta alla crescita ai quali questo settore può contribuire enormemente. L’agrifood è anche in costante dialogo con l’innovazione e la tecnologia, come si può vedere dal grande interesse scientifico ed educativo che viene dato a questo settore. Uno sviluppo importante è quello dello Smart Agrifood, che implica una visione del futuro della filiera agricola e agroalimentare secondo la quale, grazie alle tecnologie digitali, l’intero comparto aumenterà la propria competitività.

La bio-eco compatibilità implica due atteggiamenti fondamentali:

  • la messa in opera di azioni innocue per l’ambiente che ci circonda (eco-compatibilità), per esempio con lo sviluppo di soluzioni di imballaggio non inquinanti e facilmente smaltibili,
  • l’attenzione al benessere di tutte le forme di vita che abitano l’ambiente che viene usato e/o sfruttato a fini produttivi (bio-compatibilità).

Queste due declinazioni della compatibilità ambientale spingono il settore della bioeconomia in diverse direzioni:

  • verso l’innovazione sul territorio agricolo, con possibilità di sperimentazioni tecnologiche;
  • verso lo sviluppo di tecnologie e soluzioni bio-eco compatibili nelle zone costiere della regione, con possibilità di implementare sistemi e soluzioni high-tech innovativi e recentemente presentati all’Expo di Milano;
  • verso la ricerca di nuove conoscenze e strutture che permettano, nel presente e nel futuro, la trasformazione e la valorizzazione in loco delle risorse del territorio; questo può avvenire solo con la formazione di figure professionali in grado di rispondere a questo bisogno.

Un cambio di prospettiva che sostituisce le fonti di energia fossili con quelle rinnovabili è una delle prerogative della bioeconomia e ciò si sposa con la vocazione alla sostenibilità delle aziende regionali e la necessità di promuovere azioni e comportamenti che non danneggino in modo irrecuperabile il territorio e le persone che lo vivono.

Infine, per sostenibile si intende tutto ciò che può essere mantenuto nel tempo. In particolare, la sostenibilità può essere declinata in diversi modi:

  • in termini economici, perché le iniziative nel campo dell’agrifood e del turismo devono essere in grado di sostenersi economicamente ed essere floride,
  • in termini ambientali, perché è necessario che le pratiche messe in atto dai protagonisti del settore siano attuabili a lungo all’interno di una visione che mette in primo piano la necessità della bio/eco compatibilità.

I NUMERI DEL SETTORE

I settori dell’agroalimentare e dell’industria alimentare rappresentano un importante asse dell’economia della regione. Come si può vedere dall’immagine, dove sono stati raccolti i dati presenti sul sito del Cluster Agrifood FVG, sono più di 15 mila le imprese occupate tra agricolo e alimentare/bevande.
Inoltre, secondo i dati elaborati dal Centro Studi della CCIAA di Pordenone-Udine su dati InfoCamere (2020), il settore dell’alimentare e bevande è cresciuto di 42 unità dal 2014 in controtendenza con il settore manifatturiero che, invece, ha perso 290 unità nel quinquennio 2014-2019. Questo dato, estrapolato da un’analisi più ampia e approfondita, è eloquente: in una regione da sempre votata alla manifattura, la crescita del settore dell’alimentare e delle bevande è un segnale di movimento e di cambiamento. Questo sia in termini di investimenti e di innovazione ma anche nella domanda di capitali e di figure professionali adatte a svolgere nuovi compiti.

Fonte www.agrifoodfvg.it

Nel grafico a torta, invece, si può osservare la ripartizione delle imprese attive nel settore alimentare e delle bevande a testimoniare la ricchezza e la diversificazione interna.

Fonte: elaborazioni del Centro Studi della CCIAA di Pordenone-Udine su dati InfoCamere (2020)

Questi dati permettono di osservare alcuni trend e alcune aree in cui il numero di aziende è più numeroso e consentono un’osservazione panoramica della situazione regionale per quanto riguarda la ripartizione del settore. La forza del settore agrifood e turismo è visibile anche grazie ai numerosissimi presidi Slow food e alla presenza di DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta)
che spingono il settore in termini di eccellenza e innovazione.
Il settore dell’agrifood e del turismo, come anche altri settori produttivi della regione, è alla ricerca di personale con le seguenti caratteristiche:

  • competenze comunicative, sia in italiano che in altre lingue straniere,
  • competenze di natura tecnologica e informatica,
  • competenze trasversali, le cosiddette soft skills (lavorare in gruppo, problem solving, lavorare in autonomia, flessibilità e adattamento, disponibilità ad adeguarsi a sistemi organizzativi già in essere),
  • competenze green.

Inoltre, nella fase di ricerca di personale, nella Regione si dà particolare importanza a tutte quelle competenze per la digitalizzazione socialmente sostenibile.

ESEMPI VIRTUOSI E INIZIATIVE

Numerose sono le iniziative nel campo dell’agroalimentare e della sostenibilità, a partire dal Parco Agroalimentare FVG.
Questa azienda ha come scopo quello di realizzare, promuovere e favorire il coordinamento e lo sviluppo del settore agroalimentare e bioeconomico della regione. Lo strumento principale di questa iniziativa è la creazione di cluster quali motori di sviluppo e raggruppamenti di soggetti regionali con strategie di sviluppo allineate, che però continuano ad operare nel proprio interesse. Questo tipo di azioni sono finalizzate a dare voce, a promuovere l’aggregazione e a far conoscere le realtà virtuose sul territorio.

Un altro esempio di virtuosismo in questo campo è la Strada del Vino e dei Sapori, che riesce a raccontare il territorio regionale nelle sue peculiarità e a racchiudere al suo interno numerose realtà culturali e tradizionali. Questo tipo di offerta per il pubblico punta ad evidenziare la biodiversità e l’eccezionale varietà geomorfologica e naturalistica della regione ma è anche un grande strumento di occupazione e di impiego per coloro che sono interessati ad entrare in questo settore come protagonisti.

All’interno del sito della regione FVG dedicato al turismo si può navigare attraverso le specialità tradizionali e notare, ad esempio, quanto siano numerose le colture e le preparazioni con il presidio Slow Food e quanta importanza venga data all’economia del primo e del secondo settore per lo sviluppo economico di molte zone altrimenti poco atte al turismo.

In campo enogastronomico, un evento che si pone tra i più attraenti del panorama nazionale è Ein Prosit.
All’interno di questa rassegna, che di solito dura quattro giorni, chef, giornalisti e sommelier si uniscono per creare cene, laboratori e degustazioni all’insegna della valorizzazione del territorio e delle personalità che lo rendono unico.

Date le esigenze dei consumatori e le spinte istituzionali alla sostenibilità economica e ambientale, la regione FVG, dopo la crisi segnata dalla pandemia, ha creato il marchio collettivo “Io sono FVG”; con questo marchio, si vuole dare innanzitutto valore alle aziende e ai prodotti agroalimentari della regione rendendo riconoscibili e premiando coloro che valorizzano la filiera, garantendo la massima trasparenza in cosa e come producono.
Per ottenere il marchio, le aziende devono garantire sostenibilità ambientale ma anche economica, infatti comprando i loro prodotti si assicura:

  • sostenibilità ambientale grazie a pratiche che permettono di conservare l’ambiente circostante per le generazioni future,
  • sostenibilità economica perché le aziende a marchio garantiscono salari equi per i dipendenti e il pagamento delle tasse,
  • sostenibilità sociale tra lavoratori e aziende.

FORMAZIONE E MONDO DEL LAVORO

Data la centralità del settore agroalimentare, della bio/eco compatibilità e della sostenibilità nell’economia della regione, si cerca di dare massima importanza e prestare molta attenzione alla salvaguardia del territorio per fronteggiare i cambiamenti ambientali e nel fare ciò si cercano anche nuovi modi di pensare “l’azienda”, per far sì che possa diventare sempre più diversificata e multifunzionale.
Questi obiettivi ambiziosi possono essere raggiunti attraverso:

  • collaborazioni con enti esterni,
  • un’attenta promozione dell’immagine aziendale,
  • con una pianificazione accurata degli investimenti,
  • cercando di puntare all’innovazione con un’economia di tipo circolare e ad impatto zero.

Tutte queste azioni possono essere svolte solo da persone adeguatamente formate, che abbiano gli strumenti giusti per fronteggiare le sfide del futuro senza scendere a compromessi.

Molte sono le offerte IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) nel settore agroalimentare. Il tipo di educazione offerto da questi corsi è particolare:

  • sono corsi biennali,
  • prevedono un modello educativo learning by doing,
  • al loro interno sono comprese quasi 800 ore di stage.

L’IFTS opera da più di dieci anni e garantisce un’offerta formativa tarata sulle necessità del settore e delle aziende. È caratterizzato da un corpo docenti particolarmente professionale, da elevata occupabilità e da un’importante attività di placement, un servizio che aiuta ad avviare un efficace percorso di ricerca attiva di un lavoro.
Questi corsi sono accessibili e gratuiti, dato che molti sono finanziati da Fondi Sociali Europei, dalla Regione FVG e dal MIUR e permettono di acquisire quelle competenze che sono necessarie per diventare figure di riferimento nel settore agroalimentare, bio/eco compatibilità e sostenibilità. Il Polo Agroalimentare connette Enti di Formazione come CEFAP, attivo dal 1969 nella formazione professionale del settore agricolo, ma anche Istituti Scolastici Superiori, Università, Imprese e Centri di Ricerca e Innovazione.
All’interno del Polo, l’offerta è varia, ci sono infatti diversi corsi:

  • quello per “Tecnico per la consulenza agronomica”,
  • quello per “Tecnico della produzione e commercializzazione delle bevande”, per il quale, nell’anno 2021/22 sono state avviate due edizioni per rispondere alla grande richiesta delle aziende del territorio,
  • quello per “Tecnico di controllo della produzione agroalimentare e biologica”.

Il Polo Agroalimentare, oltre ad essere un importante strumento di orientamento ed educazione, è anche un collettore di informazioni importanti per chi si deve orientare, in quanto riesce:

  • ad intercettare i trend del settore e agire di conseguenza nel campo della formazione,
  • a capire e soddisfare i bisogni occupazionali delle aziende,
  • a garantire agli utenti dei suoi servizi un avvio professionale sicuro e un’occupazione duratura nel tempo.

Anche la regione mette a disposizione una sezione del sito con informazioni rispetto a corsi di formazione e di aggiornamento per coloro che lavorano nell’ambito del turismo, dell’enogastronomia e del settore agroalimentare.

Il mondo dell’Università si sta muovendo nella direzione di garantire sempre più corsi per chi voglia intraprendere un percorso professionale all’interno del settore agroalimentare. Le principali università dell’area hanno avviato diversi corsi per la formazione di personale specializzato. A Udine l’offerta è varia: Allevamenti e benessere animale, Analisi e gestione dell’ambiente, Food Sciences for innovation and authenticity, Ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale, Ingegneria per l’ambiente, il territorio e la protezione civile, Scienza e cultura del cibo, Scienze agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Viticoltura ed enologia; a Trieste l’attenzione è dedicata all’ambiente con corsi come: Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura, Analisi e gestione dell’ambiente e Ecologia dei cambiamenti globali. Anche a Cà Foscari è presente il corso di Scienze Ambientali.

Il mondo dell’agroalimentare, infine, richiede sempre più figure trasversali e capaci di stare al passo con gli sviluppi tecnologici e di innovazione. In particolare, implementare le novità all’interno di aziende del settore agroalimentare e del turismo permette di ottenere diversi benefici a livello interno e per i consumatori:

  • maggior efficienza dei processi di lavoro,
  • miglioramento delle condizioni lavorative,
  • upgrading delle competenze dei lavoratori,
  • minore routinarietà e quindi maggiore motivazione al lavoro.

FONTI

https://www.agrifoodfvg.it/
https://www.formazioneiftsfvg.it/corsi-polo-agroalimentare-fvg-2/
https://www.cefap.fvg.it/
https://www.pnud.camcom.it/allegati/statistica/territorio/alimentare_04_2020.pdf
https://www.turismofvg.it/home
https://www.einprosit.org/
http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/formazione-lavoro/dati-analisi-mercato-lavoro/FOGLIA03/allegati/N._1_-_2019_Analisi_fabbisogni_professionali.pdf
https://www.fondazioneslowfood.com/it/nazioni-presidi/italia-it/?fwp_presidi_regione=friuli-venezia-giulia-it
https://www.iosonofvg.it/
http://www.promoturismo.fvg.it/it/266769/corsi-di-formazione
https://www.uniud.it/it
https://www.units.it/
https://www.unive.it/

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